Translation by Carlo Stagnaro of "In Defence of Lai Changxing", published on this site on November 29, 2000. To be published in Enclave, no 11.

 

In difesa di Lai Changxing
di
Pierre Lemieux

 

Quale orribile crimine deve aver mai commesso questo cinese! Il critico sull’immigrazione della Canadian Alliance vuole che egli sia espulso dal Canada nel più breve tempo possibile. Da un candidato di ascendenza cinese del New Democratic Party ci si aspetterebbe invece un comportamento più gentile e cortese: invece, egli ritiene che non si possa permettere al criminale di restare in Canada. Il Primo ministro cinese ha chiesto al governo canadese di rimandargli il malvivente. L’intera classe politica sembra unita dal disgusto. O si tratta di paura?

Che cosa ha fatto Lai Changxing? Come residente in Cina, fin dal 1996 ha contrabbandato in quel paese ogni genere di beni per un valore di molti miliardi di dollari: dal greggio all’olio vegetale, e poi gomma, macchine, sigarette, oggetti elettrici, eccetera. Non solo ha evaso qualche miliardo di tasse, ma ha anche compiuto azioni malvagie come vendere il petrolio alla metà del prezzo ufficiale e “alterare i prezzi nazionali del petrolio e quindi la produzione e soprattutto la politica energetica” (Far Eastern Economic Review, 30 novembre 2000).

Come ha suggerito la stampa con una velata e auto-compiacente disapprovazione, il “re del contrabbando” è stato anche coinvolto in azioni di “corruzione”. Doveva arginare il Leviatano. Così, si è comprato una schiera di burocrati, almeno fino al livello di vicesindaco, il capo locale della dogana, e un vice capo della polizia provinciale. Ha speso per loro milioni in regali, li ha fatti intrattenere da alcune ragazze e ha trovato un lavoro per i loro parenti. Il risultato della campagna di repressione contro la corruzione in Cina è stato che molti di questi burocrati sono stati recentemente processati e condannati, a volte perfino alla pena capitale. Il principale sospettato se ne stava ancora alla larga, nascosto a Vancouver. Per fortuna, il governo canadese si è prodigato a favore di un ricupero della moralità e dello stato di diritto cinese.

Basta bilinguismo etico, adesso! Cos’è la “corruzione”? Di sicuro, è possibile produrre un’argomentazione morale (ed economica) contro la rottura degli obblighi contrattuali di una persona in cambio di un dono. Ma fare dei regali a un burocrate allo scopo di vendere petrolio o macchine a prezzi inferiori a quelli ufficiali non conduce alla medesima condanna morale, specialmente (ma non soltanto) se questo avviene sotto una delle più dure tirannie sulla faccia della terra.

Inoltre, la scienza economica mostra che allettare i burocrati con i doni può essere efficiente tanto quanto l’economia sommersa o le operazioni di contrabbando che permette di compiere. I cosiddetti “mercati neri” non sono neri a causa di qualche imperativo morale, ma perché lo Stato impedisce ad alcuni individui di scambiare certi beni. Il contrabbando non implica il salto immorale di un muro naturale che divide due paesi, ma consiste nel bypassare una barriera artificiale vigorosamente difesa dagli agenti dello Stato. Fatta eccezione per casi come contratti che prevedano un assassinio o il commercio di beni rubati, gli operatori del mercato nero, i contrabbandieri e i corruttori di burocrati come Lai Changxing sono criminali solo sulla carta. Essi soddisfano una domanda che proviene dai consumatori ristabilendo, almeno parzialmente, quel libero mercato che lo Stato proibisce.

L’argomentazione economica a sostegno delle imprese come quella di Changxing non si esaurisce nella presunzione generale a favore delle scelte individuali e del libero scambio – “atti capitalistici tra adulti consenzienti”, ha scritto il filosofo di Harvard Robert Nozick. Essa poggia sulla teoria che nessuna istituzione è perfetta e che alcune limitazioni interne sono necessarie a trattenere lo Stato dal fare tutto il male che potrebbe (vi ricordate del Ventesimo secolo?). Il Premio Nobel per l’economia Harold Demsetz afferma che l’economia sommersa impedisce allo Stato di accrescere il proprio prelievo fiscale oltre un certo limite: essa funziona come uno stabilizzatore interno (Economic, Legal, and Political Dimensions of Competition, North Holland Publishing, 1982). Nel loro recente libro Public Spending in the 20th Century: A Global Perspective (Cambridge University Press, 2000), gli economisti Vito Tanzi e Ludger Schuknecht riferiscono che l’economia sommersa costituisce il 18% dell’intera economia nei paesi sviluppati con governi “pesanti” (cioè quei paesi in cui la spesa pubblica oltrepassa il 50% del PIL ufficiale), mentre la proporzione è solo dell’8% dove c’è un governo “leggero” (meno del 40% del PIL).

Quando lo Stato cresce, gli evasori fiscali e le persone che si ritirano nell’economia sommersa non trasferiscono il proprio peso sulle spalle dei cittadini “onesti”. Al contrario, il vero risultato delle loro azioni è di impedire allo Stato di prelevare ancora di più da tutti.

Noi in Canada dovremmo saperlo, se non altro grazie alla nostra esperienza col contrabbando di sigarette nei primi anni ’90. L’unica ragione per cui i nostri governanti hanno dovuto ridurre le tasse sul tabacco anziché aumentarle ancora è che i contrabbandieri avevano conquistato un mercato costituito dal 25% dei fumatori canadesi. Più in generale, in assenza di un’economia sommersa i governi sarebbero maggiormente tentati ad accrescere la pressione fiscale e il peso della regolamentazione. Questo spiega le campagne del governo contro l’economia sommersa.

I regali e la corruzione morale che accompagna il contrabbando e i mercati neri costituiscono un problema, ma non nel senso in cui i nostri governanti e la stampa politicamente corretta vorrebbero che noi credessimo. La corruzione morale può ripercuotersi a catena sulle relazioni private e distruggere lentamente il patrimonio di onestà che abbiamo costruito nel corso di qualche secolo di relativa libertà. Ora, all’origine di questo pericolo non c’è l’economia sommersa, o i beni di contrabbando che essa ha procurato, o i doni con cui i burocrati si lasciano comprare (“un dono al giorno leva il burocrate d’intorno”); la corruzione morale sta nella regolamentazione, nelle tasse e nelle proibizioni dello Stato privo di controlli.

La cosa migliore sarebbe avere un governo limitato in cui la corruzione raggiunge bassi livelli. La peggiore sarebbe trovarsi con un governo pesante e tirannico privo di corruzione. In tale situazione, la “corruzione” è il “male minore” in quanto essa se non altro torna a permettere la scelta individuale. Se le uniche cose sbagliate che il Signor Changxing ha commesso sono state il contrabbando di petrolio, automobili, telefonini e pistole in Cina, e neutralizzare i burocrati sistemandoli in qualche vasca da bagno con alcune prostitute (povere ragazze!), allora merita il nostro plauso.

Inoltre, potremmo aver bisogno di lui, qui, prima di quanto pensiamo.


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